mercoledì 16 gennaio 2013

Riaperte le iscrizioni per il 2013 all'Allegra Brigata del Maggiociondolo

E visto che s'è perso nei meandri sconosciuti del Webbe  il manifesto che invitava a  iscriversi all'Allegra Brigata ( bah! ma  'un sarà stata una manovra diversiva dei  grillini o proprio di Grillo stesso ,geloso del nostro successo sul Webbe) allora stasera
si riaprono le iscrizioni per l'anno 2013 all'Allegra Brigata del Maggiociondolo

Ben sapete tutti che il nostro Presidente ed il suo Vice-aiutante-vicario-assistente con la loro consueta attenzione e scrupolosità vaglieranno tutte le domande presentate  acciocchè (bella questa!) non tentino di  infiltrarsi nella Brigata escursionisti professionisti , tipo quelli che camminano senza fermarsi e  senza dire bischerate.


ecco qui che attenti scorrono la lista dei nomi da cassare



Per coloro  a cui la Commissione giudicante avrà poi concesso l'onore di aderire


il Presidente chiede consiglio al membro onorario (a sinistra)della Commissione



è bene che prendano visione di quale sia la mostruosa capacità dei componenti del gruppo di superare prove che definire impossibili è solo riduttivo e quale sia la loro preparazione atletica-fisica e mentale che li rende unici e difficilmente superabili.
Ed ecco solo alcune delle  innumerevoli difficoltà davanti a cui si sono trovati e che brillantemente hanno superato:

 un corso d'acqua  superato con balletto.....
con un salto.....
o ancora più difficile..oplà su un tronco
socializzazione  con animali particolarmente feroci

sdradicamento a mani nude di castagni secolari


trasporto di enormi tronchi per almeno 3 km nel bosco
doveroso fare ombra al vice quando fotografa  nelle giornate di sole
difficile è legarsi da solo ad un albero

o aiutarlo a scalare pareti di 6° grado a mani nude
c'é chi è capace di sorreggere una montagna sorridendo
o tirare una fune senza sapere : ma i che c'è dall'altra parte ?
superare grandi difficoltà attaccati alle funi ....del cielo
Qui di seguito vi mostreremo poi alcuni capi d'abbigliamento ed alcuni attrezzi super-tecnologici usati dai nostri eroi durante le escursioni.
E' doveroso per i neo-iscritti prenderne nota ed esserne in possesso già al momento dell'iscrizione:

1. cappuccio mimetico invernale corredato da occhiali da sole 

2. ombrellino primaverile da passeggio......

da poter eventualmente agitare....  quando si sentono vicino dei  cacciatori
3. appoggio da utilizzare  per inginocchiatoio volante


4. scarpa modello unisex  con supporto interno idro-repellente





5.lungo bastone da difesa per allontanare i .......cignali


ed altre ancora che potrò mostrare in seguito,previo consenso dei proprietari e su cui esiste copyright





Auguro infine  ai pochi fortunati (fra le migliaia di domande pervenute) che supereranno le ardite prove e a cui sarà concesso il piacere di unirsi alle  escursioni dell'Allegra Brigata di avere anche la capacità di sopportare le ore di camminate accompagnate dalle interminabili  chiacchiere di Mengo, unito all'obbligo di ridere sempre alle continue barzellette di Remo ed ora anche (e ci mancava!)  alle freddure milanesi di Danilo.



P.S. E' vero che ripetersi non è sempre facile,ma mi dispiaceva troppo che fosse sparito il primo testo che aveva avuto un suo gradimento.
E se poi questo non piace c'è sempre il modo di farlo sparire di nuovo!




domenica 13 gennaio 2013

Sul Lavane prima dell'arrivo della neve

E siccome il fotoreporter n'un s'era perso nell'Avane ma ce l'aveva fatta a tornà  ora vi racconterà (e vi mostrerà) i che l'é successo i sabato 12.

Partita di buon mattino dal Passo dell'Eremo l'allegra brigata , ordinatamente seguendo il  il capo-guida in testa , si è arditamente diretta con passo sicuro verso il Monte Pollaio , prima tappa dell'escursione.
Cavinotto fa strada.....





.....ed il gruppo segue ,fiducioso nella sua esperta guida

La giornata , inizialmente chiara , ci concede belle  visioni panoramiche e l'osservazione acuta di Gildo ci mostra tracce di un lupo dietro a tracce di  un gruppo di caprioli



orma di lupo



verso la cima

Dopo un' ora e 30' di cammino (ma soprattutto di chiacchiere) siamo giunti sulla cima del M. Pollaio.



panorama dalla cima


Da lì ci siamo diretti verso la cima del Lavane.Il tempo andava decisamente peggiorando con nebbia ed un noioso e freddo vento di tramontana.Lungo la strada c'è una piccola sorgente sotto un faggio, che Mengo e Cavinotto  hanno con cura ripulita. La chiameremo la Fonte di Mengo : lui appena l'ha assaggiata ha detto che aveva un ottimo sapore di mer....


Fonte di Mengo


galaverna


in cima al Monte Lavane


foto di gruppo


Dalla cima del Lavane ci siamo diretti alla Capanna del partigiano  per una breve sosta "ricreativa". Sulla strada poco prima della Capanna abbiamo incontrato e familiarizzato con un gruppo di ciclo-turisti che da San Benedetto  andavano verso il Berganzone e poi l'Acquacheta.

i ciclisti ci superano nella volata verso la Capanna


e abbandonano a terra le bici



Dopo un  pasto veloce , ma vino e grappa con noi non mancano mai , e qualche minuto di sosta accanto al fuoco siamo ripartiti per il viaggio di ritorno scendendo verso il capanno di caccia detto il Capannone per poi  da lì , passando dal Taglio della Regina , ritornare al Passo dell'Eremo.


Ogni occasione è buona per riposarsi
Danilo si riposa (dopo averci distrutto con le sua freddure)

Gildo osserva divertito


verso il capanno di caccia(notare in primo piano cosa viene lasciato a terra)

sotto di noi nella vallata c'è  Marradi
un ultimo sguardo prima della discesa 

In tutto abbiamo fatto poco più di sei ore di tranquilla passeggiata percorrendo quasi 13 Km di strada.
Per chi volesse ripetere il nostro giro ecco una piantina GPS fatta con l'aiuto di Marino:

martedì 8 gennaio 2013

In principio era la bici (da sterrato) poi  ci siamo appiedati...... ed è nata l'allegra brigata.


A destra !!



Era  la Primavera dell'anno 2005 quando progettammo di andare a fare un  giro in bici alla foce del Po.Di buon mattino passai a  prendere  Mengo e Cavinotto.Caricate le bici e poco altro sul camper   ci avviammo verso Ravenna,proseguendo sulla  Romea,arrivammo  nella tarda mattinata a Comacchio, per la prima sosta. Osservando scrupolosamente il programma ,a ruota libera.....optammo per un giro turistico nel centro,molto caratteristico e , particolare non secondario, all'altezza dei tre ponti incrociammo tre fanciulle e ci giunse all'udito che facevano apprezzamenti birichini nei confronti di uno di noi.... Un poco perplessi  siamo tornati al camper per farci una spaghettata.Ben rinvigoriti e un poco avvinazzati siamo partiti  per il giro delle Valli di Comacchio in bici:un bel percorso per un dedalo di stradelli che si sviluppano in mezzo alla palude per un 20 Km circa.Nota bizzarra quando Cavinotto ha chiesto a una ciclista che ci stava superando il percorso giusto per tornare a Comacchio ci ha risposto:Venitemi dietro!!!! Ma dopo 100 metri lei era un puntino all'orizzonte ,per cui desistemmo dall' inseguirla proseguendo al nostro ritmo e confidando nel nostro senso di orientamento.



 

                                                                                                                                  

Comacchio
Le Valli di Comacchio
Giunti al Camper all'imbrunire caricammo le bici e partimmo per andare a passare la notte a Gorino ,   in un area di sosta.Piazzato il camper fronte mare,decidemmo di andare alla sagra paesana ,mi pare,della sarda ma   assaliti dalle zanzare ,ci sbrigammo a mangiare  e tornammo di corsa al camper. 
Notte agitata.... nonostante avessi lasciato a disposizione il matrimoniale su basculante agli ospiti e io sul singolo nel sottoscala. A notte avanzata sentii che qualcuno usciva  sbattendo la porta.
Al mattino all'appello mancava Mengo  che poi rientrando ci rivelò che aveva preferito passare la notte su  una sedia in compagnia di un pescatore piuttosto che insieme al suo coinquilino,chissà perché......
Colazione e partenza per il vecchio faro alla foce del Po di Goro e ritorno in bici.
In contemplazione

Al vecchi faro di Goro

Una Ventina di Km circa in mezzo ad una vegetazione tipica della zona ,canneti,erbe palustri e  fauna locale .Sosta al ristorante del faro e ritorno nel primo pomeriggio.
Breve sosta per un paio di birre e poi partenza per un altro giro in bici  passando da Gnocchetta,ponte di barche ,Gnocca e ritorno alla base in serata .Percorsi altri 20 Km.
Pizza,passeggiata serale poi a nanna.


Verso Gnocchetta

Terzo giono:partenza per il giro della sacca di Scardovari.Tragitto che costeggia in buona parte l'Adriatico,un largo golfo ove praticano l'allevamento delle cozze.
Il ponte di barche
Percorremmo un 15 Km su strada poco trafficata,ogni tanto un casolare lato monte e quelle costruzioni  su palafitte tipo trabucchi lungo  il mare. All'una circa arrivammo a Scardovari,dove avvistata una trattoria, data sbirciatina al menù e relativi prezzi, entrammo.
Il locale è molto alla buona,ci sedemmo ad un tavolo ,vicino a una coppia che stava già pranzando.
Iniziamo con un risotto,Cavinotto si era già interessato al vino ,un bianco fermo discreto,discutevamo in dialetto marradese un poco ad alta voce(chi conosce Mengo  può immaginare)non ci accorgemmo che   la coppia al tavolo  ci stava osservando.Ad un tratto il signore ci rivolse sorridendo la parola ,  chiedendoci da dove venivamo.Risposta scontata:  Marradi, prov.di Firenze.Li vedemmo perplessi ,comprensibile, non abbiamo il tipico accento toscano.Allora a spiegare che si ,siamo Toscani ma del versante Nord ,verso la  Romagna.A quel punto le loro meningi si rilassarono e la signora concluse la conversazione dicendoci che gli avevamo ricordato un libro che aveva letto da poco.Le chiesi che titolo aveva e lei mi rispose:Tre uomini a zonzo,di un autore inglese.Completammo il pranzo un poco perplessi per il confronto appioppatoci dalla signora.
Saltammo sulle bici e facemmo ritorno al camper.
Verso metà pomeriggio,arrivati alla base, caricammo le bici e partimmo per tornare a casa.
Ultima sosta  all'Abbazia di Pomposa:visita d'obbligo per la ricchezza dei mosaici e il parco che la circonda,poi via verso casa con arrivo in serata.
 Gita che ricordo con piacere e che non mi dispiacerebbe ripetere.




Abbazia di Pomposa